Descrizione
Nelle cittadine e negli abitati dell’Appennino cosiddetto “delle Quattro Province” – area collinare e montana di confine tra le province di Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza – è diffusa la presenza di ganci da facciata in ferro battuto, saldamente ancorati alle murature degli edifici. Tali ganci sono quasi sempre collocati in prossimità delle finestre o di tamponamenti di aperture preesistenti. Le terminazioni assumono forme differenti: teste di cicogna o d’oca, gigli, oppure terminazione a ricciolo. Per semplicità, sia per la somiglianza con i supporti delle grondaie sia per la frequente foggia “a becco d’uccello”, nel territorio di riferimento si utilizza comunemente il termine univoco di “cicogne”. I manufatti in ferro battuto non sono semplici componenti costruttivi: essi raccontano la storia delle maestranze locali, delle attività agricole e delle tradizioni che hanno modellato il paesaggio rurale nel corso dei secoli.
Autori:
Valentina Cinieri è ingegnere edile-architetto, dottore di ricerca presso l’Università di Pavia e specializzata in Beni architettonici e del paesaggio presso l’Università di Genova. Nel corso della sua attività di studio e professionale, con focus sul restauro architettonico, ha sviluppato ricerche sul patrimonio architettonico diffuso dell’Appennino tra le province di Piacenza, Genova, Pavia e Alessandria, prevalentemente incentrate sull’architettura tradizionale in pietra del territorio.
Giacomo Aldo Turco è appassionato di fotografia e si dedica alla documentazione del territorio dell’Appennino delle Quattro Province (Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza). La sua ricerca è orientata alla narrazione dei luoghi e delle comunità locali attraverso la fotografia di paesaggio e delle pratiche sociali e culturali dell’area. Ha collaborato a progetti editoriali, mostre e iniziative di valorizzazione, con riferimento prevalente all’area delle Quattro Province.




